Introduzione e Note a
L'ANELLO DEL NIBELUNGO
di Richard Wagner
Parte 4: Siegfried

A cura di Larry Brown
Lipscomb University, Nashville, Tennessee, USA
larry.brown@lipscomb.edu
Sottofondo mitologico:
Nella Volsunga Saga irlandese, Siegmund (che nell'originale non è figlio di Odino) preleva la sua spada da un albero, si accoppia con sua sorella "Signy" ma inconsapevolmente (lei è mascherata), e uccide il suo crudele marito, ma alla fine lei muore con suo marito nel fuoco. Da un'altra moglie Siegmund ha "Sigurd." Siegmund viene ucciso in battaglia quando Odino manda in frantumi la sua spada (ma non come punizione per l'incesto). Sigurd viene cresciuto nella corte di Danimarca, sotto la tutela di Regin (fratello di Fafner) (conducento al racconto dell'uccisore del drago).
A questo punto la versione Norvegese e quella Tedesca si differenziano: Wagner segue più strettamente la Volsunga Saga, riguardo Sigurd che trova Brünnhilde nel cerchio di fuoco, il suo innamoramento per Kriemhild (Gutrune) grazie a un filtro magico, e la sua morte, tranne il fatto che Sigurd viene ucciso da Hogni (Hagen) nel letto, e non nella foresta durante la caccia.
Nel Nibelungenlied, Siegfried (chiamato Sivrit) è un principe, figlio di Siegmund e Sieglinde, re e regina di Netherland, che viene allevato in un palazzo, sposa Gutrune prima di incontrare Brünnhilde (Prunhilt), una regina islandese che egli vince per Gunther in una gara sportiva (Wagner ha scartato la parte di cavalleria medievale di questo racconto attingendo soltanto al dettaglio della morte di Siegfried durante la caccia nella foresta.)
Riepilogo dei principali temi dei quattro drammi musicali:
- L'Oro del Reno: L'amore si contrappone all'avidità/potere
- La Walkiria: L'amore si contrappone alla legge
- Siegfried: Lamore è libertà
- Il Crepuscolo degli Dei: L'amore è rinuncia/sacrificio di sé/redenzione
SIEGFRIED
Atto primo
- Siegfried rappresenta un nuovo tipo di essere umano, non legato al passato, egli non sa nulla dei piani di Wotan o della storia dell'anello. Egli è "puramente umano" così come Wagner lo descrive: ingenuo, forte, violento, arrogante, innocente; un uomo che agisce con l'impulso piuttosto che con la ragione. Orsi e draghi per lui non sono altro che compagni di giochi, poiché egli non conosce la paura. Questo atteggiamento gioioso verso la vita è catturato nel suono del corno di Siegfried. Alla fine di questo dramma egli ha sconfitto i rappresentanti delle tre razze (citate dal Viandante 171-2): Fafner il gigante, Mime il nano, e Wotan il dio -- senza rendersi conto del significato delle sue imprese.
- Per meglio motivare la scena fra Siegfried e Mime, Wagner ha preso in prestito da una storia dei fratelli Grimm il racconto di un ragazzo che vuole imparare la paura.
- Osservando gli animali della foresta, Siegfried capisce che Mime non è suo padre. Mime ha ripetuto la sua solita, lamentosa risposta tante volte che Siegfried lo scimmiotta (163). L' impazienza di Siegfried nei riguardi di Mime è dimostrata quando egli spezza la nuova spada sull'incudine.
- Quando Mime parla delle sofferenze di Sieglinde, afferma che la madre di Siegfried gli ha dato i pezzi della spada, ma più tardi con Wotan si lascia sfuggire di averli rubati (176).
- Il travestimento di Wotan come Viandante è simbolico del suo tentativo di ingannare sé stesso, pernsando di non essere coinvolto nella vita di Siegfried e cercando di recuperare l'anello. Il suo desiderio di controllare gli eventi entra in conflitto con la necessità di una persona libera che porti a compimento quello che lui con la legge non può fare: ottenere l'anello.
- Mime spreca le sue tre domande (che servono principalmente all'ascoltatore per ottenere dettagli sul mondo mitologico). Wotan gli dice liberamente ciò che Mime ha bisogno di sapere: solo colui che non conosce la paura potrà forgiare nuovamente la spada.
- Proprio nel momento in cui potremmo sentire compassione per Mime, egli mostra la sua vera identità astuta e disonesta, preparando la pozione per uccidere Siegfried e fantasticando sulla possibilità di diventare signore dell'anello (189). Wagner non ha mai inteso Mime come il debole, individuo malaticcio pietoso che molte rappresentazioni fanno di lui; le sue note suggeriscono che Mime deve mostrare il degradante potere del male, deformato dal suo stesso desiderio dell'anello (Newman 543).
- C'è qualcosa di istintivamente corretto (dal punto di vista mitologico, drammatico e psicologico) nel fatto che Siegfried forgi di nuovo la spada egli stesso, non accomodando i pezzi, ma polverizzandoli e rifondendoli, prendendo così qualcosa di suo padre e sua madre (qualcosa che hanno salvato per lui) e facendolo suo proprio. Il suo martellare ricorda la servitù dei Nibelunghi nell'Oro del Reno, ma egli lavora in gioiosa libertà, cantando "Notung! Notung!" infine egli spezza in due l'incudine.
- Come più avanti nel terzo atto, il confronto fra Wotane Siegfried sembra corretto sia dal punto di vista del mito sia della psicologia, il dio, già rassegnato al suo destino, deve fare un ultimo tentativo per mantenere la sua autorità e dignità. Siegfried capovolge il destino di suo padre, mostrando la vittoria del nuovo mondo sul vecchio. L'inventiva di Wagner in queste due scene, mostra come egli sia un esperto drammaturgo, oltre che un compositore.
Atto Secondo
- I vecchi antagonisti si incontrano di nuovo, Alberich riconosce Wotan immediatamente nonostante il suo travestimento.
- Wotan afferma di non aver stipulato nessun contratto con Alberich ma di averlo vinto con la forza (194).
- Quando Alberich minaccia di prendere d'assalto il Valhalla con l'esercito di Hel (194), sentiamo il tema del Valhalla insieme a quello del fuoco di Loge.
- Da questo momento Wotan ha veramente abbandonato il desiderio di riottenere l'anello? O si tiene di proposito a distanza, stuzzicando Alberich dicendogli che potrebbe riavere l'anello se potrà averlo da Fafner? Wotan ha imparato la lezione con Siegmund: solo l'eroe veramente indipendente può aiutarlo (195).
- Fafner afferma che con la sua morte abbiamo visto l'ultimo dei giganti (206).
- In una scena molto ingegnosa, il sangue del drago permette magicamente a Siegfried di comprendere le reali intenzioni di Mime dietro le sue parole innocenti (213) e il canto dell'uccello della foresta (lo stesso tema del "Weia Waga" delle Figlie del Reno nell'Oro del Reno).
- Siegfried trova l'anello, ma esso non significa nulla per lui. Non conoscendo la storia e la potenza dell'anello, egli è "libero dal desiderio di possesso" (SS), perciò non è soggetto in questo momento alla maledizione di Alberich.
- Quando più tardi egli consegnerà l'anello a Brünnhilde, esso diverrà il simbolo dell'amore supremo, e non della sua rinuncia.
- Siegfried lascia il tesoro al defunto Mime, bloccando la caverna con il corpo di Fafner, impedendo ad Alberich di prenderlo.
Atto Terzo
- Il preludio presenta i temi di Erda, Walkirie, corruccio, lancia, fato, e Viandante (non la versione malinconica del primo e secondo atto, ma quella di un dio furioso che brama di tornare nell'arena degli affari del mondo), concludendo con il tema della Potenza dell'Anello.
- Wotan pretende di chiedere a Erda la saggezza, "Come fermare una ruota che gira?" (222) ma in realtà vuole comunicare ad Erda la sua decisione di rinunciare alle sue antiche ambizioni e di consegnarsi al suo destino. Egli lascia in eredità il futuro a Siegfried (224). Alle parole di Wotan "Il dio consegnerà volentieri la sue rune al[l'eternamente] giovane" (225), Wagner disse al cantante della prima rappresentazione, "Deve sembrare l'annuncio di una nuova religione" (Bentley 158).
- La scena del riconoscimento di Wotan, seguita dal suo confronto con Siegfried, è il punto di svolta dell'intero ciclo: "Wotan sale alla tragica altezza di volere la sua stessa distruzione. Questa è la lezione di storia che ci insegna: volere ciò che la necessità impone, e [volere] noi stessi operare per ottenerlo." (lettera di Wagner a Roeckel, in Ewans 50).
- Pur volendo ormai consegnare il futuro alla stirpe di Siegfried, tuttavia l'insolenza di suo nipote lo irrita per l'ultima volta. Wotan ha anche promesso di proteggere Brünnhilde da tutti tranne dal più coraggioso degli sfidanti (152).
- Il testo descrive Wotan come signore dei corvi, suoi messaggeri (229; cf 274, 319, 327).
- Ironicamente, la vista della forma femminile di Brünnhilde insegna per la prima volta a Siegfried la paura (234). Umoristicamente, quando Brünnhilde dice "Sei tu accecato dal divorante sguardo dei miei occhi?" (242), sentiamo il motivo del drago.
- Svegliata dal suo lungo sonno, Brünnhilde saluta gloriosamente il sole. Si unisce a Siegfried nel lodare la madre che lo ha generato (235).
- Brünnhilde dichiara che disobbedendo a Wotan ella ha agito non con la ragione ma con il sentimento (236), che rispecchia l'ideale estetico di Wagner, secondo il quale la verità si scopre non con la razionalità ma con le emozioni.
- La potenza dell'amore trionfa ora che l'eroe e l'eroina sono liberi dall'influenza delle leggi di Wotan e dall'avidità di Mime.
- Wagner: "È solo attraverso l'amore che l'uomo e la donna raggiungono la piena umanità ... l'essere umano esiste solo nell'unione d'amore di un uomo e una donna." (Aberbach 147)
- Crogiolandosi nella luce dell'amore di Siegfried, Brünnhilde rinnega il suo passato con gli dei. Il Valhalla può crollare in pezzi, la rupe delle Norne si può spezzare, e il Crepuscolo degli dei li può portare tutti nell'oscurità; essi ridono alla morte del vecchio ordine delle cose (243).
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English Version
Copyright 1999 by Larry A. Brown
Traduzione di Fabrizio Calzaretti