RichardWagner
Libretti
Tristan und Isolde

(DRITTER AUFZUG) (ATTO TERZO)
ZWEITE SZENE

Tristan. Isolde. Kurwenal.
SCENA SECONDA

Tristano. Isolda. Kurwenal.
TRISTAN
(in höchster Aufregung
auf dem Lager sich mühend)


O diese Sonne!
Ha, dieser Tag!
Ha, dieser Wonne
sonnigster Tag!
Jagendes Blut!
Jauchzender Mut!
Lust ohne Massen,
freudiges Rasen!
Auf des Lagers Bann
wie sie ertragen!
Wohlauf und daran,
wo die Herzen schlagen!
Tristan der Held,
in jubelnder Kraft,
hat sich vom Tod
emporgerafft!

(Er richtet sich hoch auf)

Mit blutender Wunde
bekämpft' ich einst Morolden:
mit blutender Wunde
erjag' ich mir heut' Isolden!

(Er reisst sich den Verband
der Wunde auf)


Heia, mein Blut!
Lustig nun fliesse!

(Er springt vom Lager herab
und schwankt vorwärts)


Die mir die Wunde
ewig schliesse, -
sie naht wie ein Held,
sie naht mir zum Heil!
Vergeh' die Welt
meiner jauchzenden Eil'!

(Er taumelt nach
der Mitte der Bühne)
















Musica
TRISTANO
(nella massima agitazione,
dimenandosi sul suo giaciglio)


Oh! questo sole!
Ah! questo giorno!
Ah! di questa voluttà
radiosissimo giorno!
Sangue in tumulto!
Anima giubilante!
Letizia senza misura,
gioioso delirio!
Nei vincoli del giaciglio
come sopportarli?
Orsù, in piedi,
dove battono i cuori!
Tristano, l'eroe,
con la forza della gioia,
si è dalla morte
su svincolato!

(Si drizza di tutta la persona)

Con sanguinosa ferita
io mi battei un giorno contro Morold:
con sanguinosa ferita
oggi io conquisto Isolda!

(Si strappa le bende
dalla ferita)


Evviva, il mio sangue!
Ch'esso scorra in letizia!

(Balza dal suo giaciglio
e s'avanza barcollando)


Colei che la mia ferita
avrà a chiudere per sempre,...
ella s'appressa come un eroe,
ella s'appressa per la mia salute!
Che il mondo si sperda
di fronte alla mia fretta giubilante!

(S'avanza barcollando
verso il centro della scena
ISOLDE
(von aussen)

Tristan! Geliebter!
ISOLDA
(dal di fuori)

Tristano! caro!
TRISTAN
(in der furchtbarsten Aufregung)

Wie, hör' ich das Licht?
Die Leuchte, ha!
Die Leuchte verlischt!
Zu ihr, zu ihr!
TRISTANO
(nella più tremenda esaltazione)

Come, odo io la luce?
La fiaccola, ah!
La fiaccola si spegne!
A lei! A lei!
(Isolde eilt atemlos herein. Tristan, seiner nicht mächtig, stürzt sich ihr schwankend entgegen. In der Mitte der Bühne begegnen sie sich; sie empfängt ihn in ihren Armen. - Tristan sinkt langsam in ihren Armen zu Boden) (Isolda entra in fretta senza più respiro. Tristano, non potendosi più sostenere, le si precipita incontro barcollando. Nel mezzo della scena si incontrano: ella lo riceve tra le sue braccia. - Tristano, nelle stesse braccia di lei, cade lentamente al suolo)
ISOLDE

Tristan! Ha!
ISOLDA

Tristano! Ah!
TRISTAN
(sterbend zu ihr aufblickend)

Isolde!

(Er stirbt)
TRISTANO
(morendo con lo sguardo fisso su di lei)

Isolda!

(muore)
ISOLDE

Ha! Ich bin's, ich bin's,
süssester Freund!
Auf, noch einmal
hör' meinen Ruf!
Isolde ruft:
Isolde kam,
mit Tristan treu zu sterben!
Bleibst du mir stumm?
Nur eine Stunde,
nur eine Stunde
bleibe mir wach!
So bange Tage
wachte sie sehnend,
um eine Stunde,
mit dir noch zu wachen:
betrügt Isolden,
betrügt sie Tristan
um dieses einzige,
ewig kurze
letzte Weltenglück?
Die Wunde? Wo?
Lass sie mich heilen!
Dass wonnig und hehr
die Nacht wir teilen;
nicht an der Wunde,
an der Wunde stirb mir nicht:
uns beiden vereint
erlösche das Lebenslicht!
Gebrochen der Blick!
Still das Herz!
Nicht eines Atems
flücht'ges Wehn! -
Muss sie nun jammernd
vor dir stehn,
die sich wonnig dir zu vermählen
mutig kam übers Meer?
Zu spät!
Trotziger Mann!
Strafst du mich so
mit härtestem Bann?
Ganz ohne Huld
meiner Leidens-Schuld?
Nicht meine Klagen
darf ich dir sagen?
Nur einmal, ach!
nur einmal noch! -
Tristan! - Ha! -
horch! Er wacht!
Geliebter!

(Sie sinkt bewusstlos
über der Leiche zusammen)
ISOLDA

Ah! sono io, sono io,
dolcissimo amico!
Su, ancora una volta
odi il mio grido!
Isolda chiama:
Isolda è venuta
a morire fedelmente con Tristano!
Mi resti muto?
Un'ora sola,
un'ora sola,
restami sveglio!
Così angosciosi giorni
ella ha vegliato struggendosi,
per un'ora sola
ancora vegliare con te:
tradisce Isolda,
la tradisce Tristano,
di questa unica
breve ed eterna
estrema felicità del mondo.
La ferita? Dove?
Fa' che io la guarisca!
Che in sublime letizia
partecipiamo alla notte;
non della ferita
non morirmi della ferita:
che ad ambedue congiunti
si spenga la luce della vita!
Spento lo sguardo!
Fermo il cuore!
Non di un respiro
il soffio fuggitivo!...
Deve colei dunque in dolore
stare a te davanti,
che per la gioia di congiungersi a te
attraversò coraggiosamente il mare?
Troppo tardi!
Uomo sdegnoso!
Così dunque tu mi punisci
col più duro dei decreti?
Senza alcuna pietà
per la colpa del mio soffrire?
I miei lamenti
non posso io dire?
Una volta sola ah!
una volta sola ancora!...
Tristano!... Ah!...
Odi! Si sveglia!
Caro!

(Ella s'abbatte svenuta
sul cadavere)